Eventi

LE DEGUSTAZIONI DELL’INFINITO WINE FESTIVAL

SABATO 18 GIUGNO

IL VERDICCHIO: PRINCIPE MARCHIGIANO

È il vino a denominazione di origine più diffuso nelle Marche, con più di 2 mila ettari coltivati: il Verdicchio dei Castelli di Jesi è il principe del patrimonio enologico marchigiano. L’Infinito Wine Festival propone sabato, dalle 19 alle 20, la degustazione del Verdicchio Riserva Classico DOCG “Utopia” dell’azienda MONTECAPPONE.

Il colore giallo paglierino brillante è il tratto distintivo di questa riserva di Verdicchio dei Castelli di Jesi. La vinificazione è in bianco con permanenza del vino sulle fecce nobili per 9 mesi, con applicazione della tecnica della “riduzione” dal distacco del grappolo fino all’imbottigliamento e affinamento in bottiglia. La riserva “Utopia” matura in vasche di cemento per 12 mesi e 6 mesi in bottiglia. È caratterizzato da sentori di tiglio, camomilla, ginestra insieme ad erbe aromatiche (timo e salvia) e al palato da un sapore complesso e da un’evidente nota fruttata.

L’azienda Montecappone nasce alla fine degli anni ‘60 a Jesi. La produzione si sviluppa su oltre 70 ettari di vigneto, che si estendono sulle colline e sui castelli intorno a Jesi. La vocazione aziendale è la valorizzazione dei vitigni autoctoni ed in particolare di Verdicchio, Montepulciano e Sangiovese con un’accurata selezione delle uve sul vigneto e basse rese per ettaro.

LE SFUMATURE DEL NEBBIOLO

Nebbiolo, Barolo e Barbaresco della cantina LA BIÒCA sono i protagonisti della degustazione in programma dalle 21 alle 22. L’azienda vitivinicola ha sede a Serralunga d’Alba, nel cuore della denominazione di Barolo. La parola “biòca” è un termine dialettale, che indica una persona decisa e un po’ cocciuta. E con determinazione questi vignaioli cercano di esprimere l’eccellenza delle Langhe tramite i loro vini. La vinificazione avviene in modo tradizionale, con l’utilizzo dei più moderni impianti, che permettono di preservare al massimo la qualità dell’uva e di valorizzare in vinificazione le peculiarità della varietà e del territorio. È una cantina giovane con poco più di 10 ettari vitati; la prima vendemmia è stata nel 2012.

La Biòca porta in degustazione: il Nebbiolo “Riccinebbia” 2013, affinato per 14 mesi in botti di rovere; il Barolo Docg “Aculei” 2012, affinato in tonneau grandi forniti da 4 bottai diversi e poi in barrique di rovere per 22 mesi; il Barbaresco 2013, affinato con quest’ultima metodologia, ma per 12 mesi.

DOMENICA 19 GIUGNO

ALLA SCOPERTA DEL MOLISE E DELLA TINTILIA

Domenica dalle 19 alle 20 CLAUDIO CIPRESSI sarà ospite dell’Infinito Wine Festival per presentare la tradizione enologica molisana e la Tintilia, l’unica Doc veramente autoctona del Molise. Questo antico vitigno ha rischiato di scomparire nel Novecento, ma l’attenta opera di recupero degli ultimi decenni ha ridato nuova vita alla Tintilia, tanto da farla diventare un tratto distintivo della regione.

La cantina è situata a San Felice Del Molise in provincia di Campobasso. La produzione è rigorosamente biologica per la coltivazione in vigna e dal 2014 è certificata BIO. Claudio Cipressi coltiva sedici ettari vitati con piante autoctone: undici di Tintilia del Molise, tre di Montepulciano, due di Falanghina e uno di Trebbiano.

La Tintilia è stata introdotta nella seconda metà del Settecento, in piena dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il regno di Napoli e la Spagna. Deriva il suo nome dalla parola spagnola “tinto” che significa “rosso”, ed è infatti caratterizzata da un colore rosso scuro. Alla fine dell’800, era senza dubbio la varietà maggiormente coltivata in tutto il territorio del Molise, per la sua resistenza al freddo e alle muffe. L’uva, di colore nero-bluastro, dà origine a un vino aromatico dal colore intenso e carico con note speziate al naso e sentori di frutta rossa.

 

IL CASTELLANO: REGNO DEL ROSSO PICENO SUPERIORE

 

L’Infinito Wine Festival domenica dalle 21 alle 22 va alla scoperta di un angolo di territorio marchigiano: una zona a sud-est di Ripatransone, chiamata Castellano, particolarmente vocata alla produzione vitivinicola del Rosso Piceno Superiore. Questo vino si produce in una zona circoscritta: soltanto 13 comuni della provincia di Ascoli Piceno e si differenzia dalla DOC Rosso Piceno per un ulteriore periodo di affinamento. Il Rosso Piceno Superiore deve essere invecchiato almeno un anno, non possono essere immesso al consumo prima del 1° novembre dell’anno successivo a quello di produzione delle uve. La sua origine e l’impiego in blend di Montepulciano (60-65%) e Sangiovese (35-40%) fanno di questo rosso il principe del territorio piceno.

La cantina dei COLLI RIPANI presenta una verticale con le annate  2007, 2008, 2009, 2011 e 2012. Il “Castellano” si caratterizza per il colore rosso rubino con riflessi granata. Al naso è fine e persistente con sentore di legno e confettura, mentre al gusto è rotondo, fruttato con note di prugna secca ed amarena. L’affinamento è in botte di rovere per 18 mesi e successivamente in bottiglia per 6 mesi.

La cantina dei Colli Ripani è una giovane cantina cooperativa, che raggruppa 330 produttori autoctoni, nata dal forte desiderio di tutelare e valorizzare la propria produzione vinicola: Sangiovese, Montepulciano, Pecorino e Passerina.

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